Edizione 2011
Grazie a tutti per il "miracolo" di domenica scorsa
giovedì 28 luglio 2011

Ragazzi che dura… Questa volta è stata veramente dura. Dice bene il proverbio: “Non c’è due senza tre e…il quarto vien da sé”. Speriamo proprio che le cose non vadano così, perché se il prossimo anno non riusciremo a riproporre il percorso originale, organizzeremo un viaggio a Lourdes o a Fatima, oppure a San Giovanni Rotondo e ci faremo benedire per bene. È dal 2008 che non riusciamo a farvi salire sul mitico Piz Boè e la delusione è tanta, dopo mesi di fatiche organizzative e di grandi attese. Non vogliamo dire che l’alternativa sia stata da meno, ma volete mettere lo scollinamento a Capanna Fassa…
Quando, 15 giorni prima della gara, guardavamo le previsioni e gli esperti pronosticavano brutto tempo, ci eravamo detti che non avrebbero potuto azzeccarle con precisione con un tale anticipo. Ci doveva essere per forza un margine d’errore. C’è sempre un margine d’errore nelle valutazioni a lungo termine, soprattutto in montagna. Specialmente in zone come la nostra, condizionate dal microclima generato da un ghiacciaio. Insomma, volevamo convincerci che gli esperti forse stavano prendendo un abbaglio e, da lì a qualche giorno, avrebbero corretto il tiro dandoci le buone notizie che aspettavamo. Il fatto era che non volevamo credere che per il terzo anno consecutivo non saremmo stati in grado di regalarvi il Piz Boè. Tuttavia, la tecnologia, anche nelle previsioni meteo, ha fatto passi da gigante e anche questa volta (ahinoi) gli amici meteorologi del centro Arpav di Arabba non hanno fallito.
Avevamo messo in cantiere, e poi approntato, alcune novità da regalarvi. L’estrazione post gara di 4 splendidi premi (tre cardiofrequenzimetri Suunto e un weekend per due persone presso l’Hotel Croce Bianca di Canazei). La consegna di 100 magliette ai primi spettatori giunti al Piz Boè. La prima edizione della Mini-Skyrace, rivelatasi un autentico successo da riproporre senza ombra di dubbio. La festa del sabato sera con i miniatleti, premiati dai Top Runners e da Cristian Deville (atleta della Nazionale di sci alpino), con foto di gruppo. Però, proporvi una gara in quelle condizioni, e sotto la neve, non rientrava nei nostri progetti. Proprio no.
Come dicevamo all’inizio, è stata dura! Nei giorni immediatamente precedenti la gara avevamo preparato quattro percorsi, tre varianti all’originale in grado di renderla comunque affascinante. Ciononostante, nella notte tra sabato e domenica le condizioni sono ulteriormente peggiorate e non potevamo permetterci di mettere a repentaglio l’incolumità dei concorrenti. Possiamo garantirvi che le prime ore del mattino di domenica sono state connotate, oltre che dalla nebbia, da un nervosismo ed una tensione che si tagliavano con il coltello. Tuttavia dovevamo mantenere una calma apparente, per poter ragionare in modo razionale e non allarmare ulteriormente quei 700 ragazzi che continuavano a riscaldarsi imperterriti in zona partenza.
In breve tempo abbiamo dovuto inventarci la quinta soluzione, quella che non era assolutamente stata presa in considerazione… insomma un nuovo lavoro per i responsabili del percorso, perché il tempo a disposizione era pressoché nullo.
Più il tempo correva e più la quota della neve si abbassava inesorabilmente. In pochi minuti bisognava cambiare la posizione dei ristori, la postazione dei rilevamenti tempi, i punti di assistenza sanitaria. Tutti i volontari dislocati lungo il percorso a loro volta dovevano cambiare radicalmente posizione. Sono stati fantastici, meravigliosi, assolutamente disponibili. Ci hanno fornito un grande aiuto e si sono adattati senza batter ciglio alle modifiche che abbiamo dovuto apportare in corsa.
Infine voi concorrenti, che definiamo con due parole: semplicemente stupendi!
Vedere voi concorrenti che, nonostante il maltempo, apparivate impazienti di partire, insofferenti, scalpitanti e agitati, incuranti del fatto che la pioggia, la neve e il freddo avrebbero potuto fermarvi è stato per noi il più grande stimolo per dare il via alle 9.30. Ci siamo guardati in faccia dicendoci «Adesso tocca a loro, che scatenino pure l’inferno, o la va o la spacca…». E avete risposto alla grande. Tutti, indistintamente.
Per noi non hanno vinto solamente Luis Alberto Hernando e Mireia Mirò, perché sul podio, idealmente, c’erano tutti gli oltre 600 arrivati al traguardo. Ci avete dedicato una giornata di sport e di spettacolo indimenticabili. Vedervi arrivare al traguardo affaticati, stanchi, bagnati, sporchi, una maschera di fango ma soddisfatti di aver portato a compimento la gara, per noi è la più grande vittoria che ci ripaga degli sforzi profusi. Nulla paga, infatti, quanto la gioia di un atleta al termine della sua fatica.
Probabilmente da parte nostra è mancato qualcosa: magari un ristoro e qualche bevanda calda in più, con una bella doccia all’arrivo. Ce ne scusiamo e stiamo prendendo nota “a caldo” delle mancanze per non farci cogliere impreparati nell’edizione del prossimo anno, che spegnerà 15 candeline. Un compleanno importante, per il quale abbiamo in serbo alcuni progetti con qualche ulteriore novità. Nel frattempo “digeriamo” la non facile edizione numero 14.
Il Comitato Organizzatore ringrazia di cuore i quasi 200 collaboratori che prima, durante e dopo la manifestazione si sono adoperati al meglio per permettere ancora una volta il buon esito dell’evento. Un ringraziamento particolare va a tutte le Amministrazioni, enti e sponsor privati che sono al nostro fianco e che, grazie al loro contributo, la Dolomites Skyrace continua ad essere un punto di riferimento a livello mondiale per i praticanti di questa disciplina.
Un arrivederci a tutti gli atleti che ogni anno decidono di venire a Canazei per provare a conquistare il Piz Boè. Abbiate fede e statene certi, verrà il week end di sole e cielo terso. E le nostre meravigliose cime, sorridenti al vostro passaggio, vi regaleranno uno dei paesaggi più belli della terra: i 3152 metri del massiccio del Pordoi, la terrazza delle Dolomiti.
A tutti voi un saluto e grazie per averci strappato dagli occhi qualche lacrima di felicità.

Il comitato organizzatore

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