Edizione 2018
Le voci dei protagonisti della Skyrace 2018
domenica 22 luglio 2018

Laura Orgué (foto Alice Russolo)
Laura Orgué (foto Alice Russolo)

È stata una DoloMyths Run Skyrace di riconferme sul podio, ma anche di piacevoli rivincite, come raccontano i protagonisti dell’edizione 2018 dopo aver superato il traguardo di Canazei.

Laura Orgué (prima classificata): «Alla Forcella Pordoi un tifoso mi ha gridato "forza dolomitica". Mi è piaciuta tantissimo questa incitazione, perché questa è la gara che amo di più, conosco tutti i segreti di questo percorso straordinario. Ero favorita, ma non è mai facile riconfermarsi, perché è difficile gestire le emozioni. Ero in tensione alla partenza, ma poi sono riuscita a concentrarmi e a prendere il mio ritmo. Mi sono messa subito davanti cercando di staccare le avversarie per non avere spiacevoli sorprese in discesa. Per quanto riguarda il mio tempo è superiore rispetto alle mie prestazioni precedenti, ma l’importate è vincere».

Hillary Gerardi (seconda classificata): «Seconda partecipazione e secondo podio: direi super. In salita le avversarie avevano qualcosa in più, ma sapevo che avrei potuto giocarmi le ie carte in discesa e così è stato. In cima al Boè sono transitata in sesta posizione, faticando molto, ma incitata da un pubblico straordinario. Poi ho dato il tutto per tutto in discesa, un tratto tecnico che mi piace moltissimo e così è giunto il podio».

Sanna El Kott Helander (terza classificata): «Quella di oggi è una giornata speciale. Non pensavo di poter festeggiare il terzo posto in una gara che presenta un tracciato fantastico, ineguagliabile. In salita ho cercato di stare vicina a mia sorella, che tiene sempre un gran ritmo, poi in discesa ho attaccato, rimediando anche una caduta senza gravi conseguenze, ma ottenendo un risultato bellissimo».

Stian Angermund Vik (primo classificato): «Dopo la conquista del titolo mondiale due anni fa, questa è una delle vittorie più emozionanti. Prima del via ero un po’ nervoso, come spesso mi accade, ma avevo ottime sensazioni. Sono partito facendo subito il mio ritmo con l’obiettivo di raggiungere il più velocemente possibile il Piz Boè. Che spettacolo in vetta! Poi è iniziata una discesa emozionante e divertente. Quando ho visto giungere Maguet e Overgard ho provato ad allungare concentrato sul percorso. Poi a mille metri dal traguardo mi sono girato e non ho visto più nessuno. Lì ho capito che avevo vinto».

Stian Øvergaard Aarvik (secondo classificato): «Sapevo di avere le carte in regola per arrivare sul podio, ma nulla è scontato fino al traguardo. Avevo buone sensazioni ed ero arrivato a Canazei in buona forma, in una gara che non perdona. O sei al cento per cento o è difficile primeggiare, considerando la starting list di assoluto livello. Sono felicissimo. Il mio connazionale in salita è andato come un missile, poi sono riuscito a raggiungerlo, ma da dietro è arrivato anche Maguet. Sul tratto in piano abbiamo fatto andatura tutti e tre assieme, poi Stian ha messo il turbo e pure io sono riuscito a staccare Nadir. Due volte secondo in Val di Fassa, non mi resta che allenarmi per centrare la vittoria dal prossimo anno».

Nadir Maguet (terzo classificato): «Il podio è la rivincita dello scorso anno, quando ero giunto in Val di Fassa con tante aspettative e particolarmente motivato. Quest’anno sapevo di essere in forma e la prova era giunta dal secondo posto conquistato nel Vertical. Non sapevo come avrebbe risposto il mio fisico dopo lo sforzo di venerdì, ma posso essere particolarmente soddisfatto. I due norvegesi sono andati davvero forte in salita. Nella prima parte della discesa molto tecnica sono riuscito a raggiungerli e a fare un po’ di gara assieme, ma nel finale loro ne avevano di più. Sono contento per aver ottenuto due podi nel fine settimana, in particolar modo in una skyrace di così alto livello tecnico».

Davide Magnini (quarto classificato): «Non nascondo che sognavo la vittoria, ma non ero al massimo della forma per un problema muscolare alla schiena e in discesa inevitabilmente si è fatto sentire. Contro avversari di assoluto livello oggi bisognava essere al top e non lo ero. Anche in salita non ero lucido come in altre occasioni, probabilmente a seguito dello sforzo compiuto venerdì nel vertical. Salire sul podio sarebbe stato il massimo, ma il bilancio personale alla DoloMyths Run con un primo e un quarto posto è più che positivo».

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